Più di dieci anni dopo la sua prima apparizione in televisione, Simone Finetti torna a far parlare di sé — ma stavolta il palcoscenico è Parigi e il giudice è una delle istituzioni gastronomiche più autorevoli d’Europa. Lo chef ha ricevuto il Prix au Chef de l’Avenir 2026, uno dei Premi Nazionali assegnati dall’Académie Internationale de la Gastronomie durante la sua Assemblea Generale.
Il premio — il nome significa letteralmente “chef del futuro” — è stato proposto da Paolo Petroni, presidente dell’Accademia Italiana della Cucina e membro del consiglio di amministrazione dell’organizzazione internazionale, nata nel 1983 come federazione di accademie gastronomiche nazionali e regionali. Insieme a Finetti sono stati premiati, tra gli altri, Giampiero Cordero del ristorante Centro di Priocca (Prix au Sommelier), Mattia Casabianca di Senigallia (Prix au Chef Pâtissier), Marilù Oliva (Prix de la Littérature Gastronomique per Atlante goloso del mito) e Marino Niola (Prix Multimedia).
Per chi lo conosce solo dal piccolo schermo, Finetti è il concorrente della quarta edizione di MasterChef Italia classificatosi ottavo, rimasto tra i più amati dal pubblico del programma Sky. All’epoca si presentava come appassionato; fu proprio quell’esperienza a convincerlo a fare il salto definitivo. «Il regalo più grande che mi ha lasciato questo programma è la consapevolezza, perché ho capito che strada scegliere: la cucina», raccontò lui stesso a Sky qualche anno dopo.
Dopo la trasmissione Finetti si formò anche ad ALMA, la scuola internazionale di cucina italiana fondata da Gualtiero Marchesi, approfondì la tecnica e la cucina francese, vinse il concorso Master of Pasta e avviò diverse collaborazioni nel settore. Nel 2018 tornò in gara a MasterChef All Stars Italia, arrivando in finale insieme a Rubina Rovini e Michele Cannistraro — che vinse quella edizione. Oggi guida Villa Albertina ad Argenta, in provincia di Ferrara, costruendo un progetto gastronomico radicato nel territorio emiliano-romagnolo.
Non è il primo ex concorrente del programma a ottenere questo riconoscimento: nel 2023 il Prix au Chef de l’Avenir andò a Valerio Braschi, all’epoca al ristorante 1978 di Roma. Prima di loro, tra i nomi segnalati dall’Académie figurano chef come Fabrizio Mellino, Paolo Griffa, Arianna Gatti, Caterina Ceraudo, Floriano Pellegrino e Martino Ruggeri.
La storia di Finetti racconta qualcosa di interessante sul mestiere: la notorietà arrivò dalla televisione, ma il premio parla di quello che è venuto dopo — anni di formazione, lavoro e scelte concrete. Per chi mangia fuori in provincia di Ferrara, è un motivo in più per mettere Argenta sulla mappa.
Fonte: Food and Wine Italia
Foto: Terragio67 — Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0




